PRADO

Preadolescenza e adolescenza: percorsi educativi per disabili e per le loro famiglie

PROSECUZIONE DEL PROGETTO PRADO 

Terminato il progetto PRADO alla sua scadenza naturale il 31 dicembre 2012 AIAS ha concordato, con il Comune di Milano, di poter proseguire la positiva esperienza in attesa e con la speranza di vedere finanziato il proseguimento nell’ambito del V° Piano Infanzie e Adolescenza ex legge 285/97 città di Milano.
La prosecuzione coinvolgerà, per continuità, gli stessi ragazzi fornendo loro un servizio alleggerito rispetto all’impianto del PRADO, per consentire di non perdere la continuità educativa e il disgregarsi dell’equipe.
La proposta sarà ancora ospitata presso la Cooperativa Tartuca e presso la Comunità di Villapizzone e funziona dal lunedì al venerdì con gli stessi educatori che hanno operato nello scorso biennio.

 OBIETTIVI


Creare un contesto in cui inserire preadolescenti ed adolescenti disabili, affinché essi si sperimentino in uno spazio integrato (che possa comprendere servizi flessibili – anche sul territorio – legati a tempo libero, sport, compiti, autonomie, attività educative, laboratoriali e formative, week end, vacanze etc), contando su un supporto educativo e formativo costante, differenziato in funzione della disabilità e del bisogno.
In parallelo, sempre in un’ottica di integrazione, si ritiene fondamentale creare un supporto alla famiglia attraverso interventi di aiuto (gruppi di genitori/reti familiari), interventi professionali mirati (counseling), interventi formativi (su tematiche specifiche) che supportino la genitorialità nel percorso di crescita dei propri figli.
Si darà spazio inoltre a momenti di sollievo per la famiglia.
Importante è, inoltre, l’obiettivo comune e trasversale ai due ambiti di intervento di costruire un livello multidisciplinare ed integrato, che sostenga la preadolescenza ed adolescenza come opportunità di crescita e di integrazione sociale e la famiglia rispetto alla genitorialità.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Si prevedono tre gruppi di destinatari dell’intervento, nella fascia di età 11-18 anni e relative famiglie:

a) preadolescenti/adolescenti con ritardo mentale grave;

b) preadolescenti/adolescenti con disabilità motoria grave, ma con buon livello cognitivo o lieve ritardo mentale;
c) preadolescenti/adolescenti con disabilità di tipo relazionale o comportamentale.

Il progetto prende avvio con un primo momento fondamentale, ossia quello dalla presa in carico del bisogno del preadolescente/adolescente disabile e della sua famiglia, con particolare attenzione al sostegno di entrambi.

La presa in carico, comporta una analisi del bisogno della famiglia/coppia genitoriale (problemi, risorse, difficoltà, aspettative, etc) ed una contemporanea definizione del bilancio di competenze del giovane.
Il bilancio comprende:
  • analisi delle risorse cognitive ed intellettive;
  • analisi delle potenzialità in termini di sviluppo e di autonomia;
  • analisi delle competenze sociali e relazionali;
  • valutazione dei punti di debolezza e di forza del giovane.

Tale bilancio va inteso come strumento di valutazione del giovane in ingresso e strumento di orientamento nella costruzione del progetto educativo individualizzato.
Pensare ad un progetto individualizzato integrato in una fascia di età come quella della preadolescenza/adolescenza, significa includere sia in maniera strutturata sia flessibile, una serie di aspetti ed esperienze che abbracciano diversi livelli secondo la necessità:

  • supporto educativo finalizzato ad intervenire sulle autonomie (cognitive, funzionali di base, etc)
  • supporto educativo orientato a potenziare le competenze presenti ed affrontare le difficoltà connesse all’età;
  • supporto educativo finalizzato alla socializzazione in gruppi di coetanei;
  • supporto educativo mirato al potenziamento dell’aspetto relazionale;
  • supporto educativo orientato alla integrazione delle autonomie sul territorio;
  • supporto educativo mirato all’inserimento in attività ricreative/ludiche (sport, tempo libero);
  • supporto educativo mirato al sostegno didattico;
  • supporto educativo nel collegamento con risorse territoriali, che divengano prospettive concrete di inclusione per il futuro.

La realizzazione di tali esperienze ed attività, intende essere svolta sia mediante attività all’interno della sede, con la presenza di educatori che lavoreranno individualmente o in gruppo, sia attraverso attività svolte sul territorio che verranno di volta in volta individuate secondo gli obiettivi dei singoli progetti individualizzati (piscina, biblioteca, centri sportivi, ludoteche, spazi diurni di accoglienza presso enti/associazioni, etc).
La flessibilità di questi due livelli è fondamentale per strutturare un intervento integrato che al momento della dimissione dal servizio, al compimento dei 18 anni, rappresenti un reale orientamento prospettico per il giovane e per la famiglia (CDD, lavoro, formazione, università, comunità, etc). Questo si espliciterà in un bilancio di orientamento conclusivo che resterà alla famiglia alla dimissione dal servizio, che possa essere poi speso come strumento indicativo dopo la maggiore età.

SUPPORTO ALLA FAMIGLIA

Per quanto riguarda invece la famiglia, il progetto intende supportarla nel modo seguente.
All’analisi del bisogno (valutato mediante colloqui), citata in precedenza, seguirà un contratto con essa sul senso del progetto educativo in termini di condivisione e di impegno reciproco. E’ importante che la famiglia garantisca la continuità della frequenza del figlio e condivida gli obiettivi del percorso strutturato per esso. Altresì si ritiene fondamentale che la coppia di genitori/famiglia accetti e partecipi alle iniziative di supporto al ruolo educativo genitoriale, scegliendo tra le diverse opportunità proposte.

Si struttureranno le seguenti attività per i genitori:

1) Gruppi di sostegno di genitori e di reti familiari, come occasione per condividere il proprio vissuto, per incontrarsi, conoscersi e confrontarsi in uno spazio di scambio e reciproco sostegno, trovando così un luogo in cui affrontare le proprie insicurezze ed esercitare le proprie risorse.

2) Counseling individuale, familiare o di coppia, come spazio di accoglienza e di ascolto mirato.

3) Incontri formativi su tematiche specifiche come occasione e momento di scambio in cui i genitori potranno confrontarsi, esponendo ed affrontando dubbi, richieste, difficoltà ed aspettative.

Il progetto prevede inoltre un terzo ambito di attività, da considerarsi trasversale alle due aree di intervento, in cui si prevede di definire e strutturare per ciascun gruppo di preadolescenti/adolescenti 2 week end semestrali ed 1 settimana di vacanza. La possibilità di realizzare 2 week end ed 1 settimana per gruppi di preadolescenti o adolescenti, in cui essi siano separati dai genitori ma inseriti in gruppi di coetanei (anche non disabili), rappresenta una occasione di integrazione sociale e di osservazione della persona in un contesto più ampio e maggiormente prolungato.

In parallelo, per la famiglia, tale possibilità rappresenta un importante momento di sollievo rispetto ai bisogni di cura e di assistenza del figlio.

AIAS e L’Abilità pubblicheranno al termine del progetto le buone prassi, ovvero la qualità degli obiettivi, dei processi, degli strumenti, dei risultati perseguiti e quindi la qualità dell’esperienza. Lo scopo è quello di non disperdere il patrimonio di questo progetto, ma di far sì che possa essere un modello replicabile ed auspicabile sul territorio cittadino.

Per informazioni e richieste contattateci scrivendo a masotta@aiasmilano.it, telefonando al numero 3298590248 o utilizzando il modulo sottostante

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